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Phalène d'onyx

(Ark Records, ARK021)

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21.3.08
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Phalène d'onyx
    • Intangibili barriere…  per voce recitante, basso elettrico filtrato ed elettronica
  1. Seele im Spielkartenschloss   per violoncello e pianoforte
    • Dondolante luna mia…   per soprano e mezzosoprano
  2. È un sofferto pulsare…   per violoncello e pianoforte
    • Toujours toi dans mes rêves…   per voce recitante,voce filtrata ed elettronica
  3. Avvolgenti già rami…  per violino,violoncello ed elettronica
    • Iridescente…   per mezzosoprano e pianoforte
  4. Fruscii di sognata libertà…  per clarinetto, percussioni e suoni elettronici
    • Bella e delicata…   per soprano e mezzosoprano
  5. Sussurro melodioso…   per violoncello e sussurri
    • Fiammeggianti folate…   per mezzosoprano e voce reci- tante
  6. Sinfonia eterea e quieta…  per soprano e quartetto d’archi
    • Soave candido usignolo…   per soprano e mezzosoprano
  7. Nella pullulante atmosfera…   per soprano, violoncello e pianoforte
    • Da persistente cascata…   per voce recitante, pianoforte e pianoforte registrato

Phalène d'onyx

Questo nuovo progetto si configura come la rappresentazione di un percorso interiore di un’anima che, a partire da una condizione di sofferta chiusura e non-accettazione dell’altro-da-sé, e quindi in generale del mondo circostante, arriva a vivere l’esperienza dell’amore come salvezza, ottenibile anche e soprattutto nella ritrovata capacità di donarsi davvero all’altro. Questo percorso viene qui tracciato - a guisa di un labirinto il cui filo d’Arianna è presente come trama più o meno celata al loro interno - da quindici poesie, scelte tra un gran numero di componimenti prodotti pressoché tutti in un arco di tempo di meno di due anni. Tale scelta è stata condotta anzitutto in modo da mantenere un ideale ordine che, quando non strettamente cronologico, tendesse essenzialmente a preservare una continuità di idee e sentimenti, capace di offrire una lettura quasi sequenziale, e, in un certo senso, teatrale del lavoro. Ma soprattutto la selezione degli scritti davvero adatti a tale struttura - la quale, in una forma squisitamente simmetrica, si compone di sette composizioni musicali definite come tali, inframmezzate in alternanza da otto brevi intermezzi (intro e outro compresi) - è stata compiuta ricercando con accuratezza nelle poesie le necessarie immagini e suggestioni sonore, in grado di preparare l’autore, spesso dopo una dettagliata analisi testuale, ad elaborare ogni volta nuove idee compositive, tutte comunque conformi all’obiettivo primario di trasporre il testo in musica: ecco allora che in taluni casi si è operato in maniera più libera e meno strutturalmente ancorata alle parole, laddove per altri brani si è proceduto avviluppando letteralmente il testo sui suoni, in termini rigidamente verbali quando non addirittura fonetici, generando al bisogno frasi musicali nelle quali sono gli strumenti a parlare, a recitare (non per nulla sono definite frasi!). È il caso quest’ultimo del brano Fruscii di sognata libertà…, che non a caso occupa il centro dell’impianto del concept, dove le percussioni e il clarinetto si suddividono i fonemi (rispettivamente tra consonantici e vocalici), in un’ideale alternata recitazione di parole dense di potente musicalità, specie in termini percussivi.

Ritornando alla successione dei brani, dopo l’iniziale Seele im Spielkartenschloss (Anima nel castello di carte), dove con libera ispirazione si è cercato di rappresentare musicalmente l’immagine onirica - già mostrata nell’introduzione - degli stati di allucinata sofferenza vissuti dentro il “castello di carte”, in un gioco invero perverso nel quale le emozioni sono inevitabilmente soggette a massicci vincoli d’ipocrisia e acredine, s’avverte il battito del cuore, ancor faticoso in  È un sofferto pulsare…, pronti ormai a concedersi all’avvenuta nascita di un sentimento che apra alla nuova vita; segue Avvolgenti già rami…, limpida testimonianza di un raggiunto stato già estatico nel quale vivere una vera e propria fusione d’animi, accompagnata da una accesa passionalità; dell’episodio di Fruscii di sognata libertà… si è già riferito a proposito dell’idea compositiva del brano, pronto ad evocare suggestioni marine e non solo, più compiutamente infatti, esso idealizza un connubio totalizzante tra Amore e Natura; il Sussurro melodioso… in un’atmosfera assai intima svela la sua peculiarità simbolica, fatta di delicate allusioni all’amata e baudelairiane corrispondenze nelle quali ogni emozione, ogni visione può essere vissuta come musica; in Sinfonia eterea e quieta… ci si è trovati di fronte al caso, quanto mai curioso, in cui l’analisi testuale ha rivelato inconsci ed a prima vista imprevedibili riferimenti al Paradiso della dantesca Commedia, in particolare alla celebre “armonia delle sfere”, già ripresa dalle teorie pitagoriche - ma confermata pure da Platone e, più tardi, anche da Cicerone, il quale valutava la possibilità di udire tale impasto sonoro in uno stato onirico - e che ha perciò condotto l’autore a dare vita ad una propria “circulata melodia” grazie ad opportuni moti sui suoni armonici dei quattro archi; in conclusione, Nella pullulante atmosfera…, brano summa dell’intero lavoro, vive sulle molteplici raffigurazioni della sinestesia come sorta di “reazione chimica”, fusione di più parole, o segni diversi per realizzare in musica un oggetto nuovo. Alla realizzazione di tale obiettivo concorre in maniera determinante la voce, vero e proprio “enzima” di tale reazione, capace di ricreare i “suoni giocondi dello spirito” mediante abili variazioni vocaliche ottenute modulando i classici fonemi della lingua italiana, arrivando fino a distorcerli sconfinando in suoni sì presenti in altre lingue, ma qui riprodotti con una vocalità lirica unica, in termini della variazione continua della frequenza sonora nel tempo, e tale quindi da renderli a tutti gli effetti altri.

Per quanto concerne gli intermezzi, ve ne sono sostanzialmente tre differenti tipologie: duo soprano-mezzosoprano, nei quali, anche qui con sempre diversi criteri compositivi, il testo è stato smembrato tra le due voci, nella continua alternanza di contrappuntistici intrecci timbricamente quasi antipodali (come variante di tale struttura l’intermezzo Fiammeggianti folate… presenta la voce recitata al posto del soprano); una breve estemporanea composizione per mezzosoprano e pianoforte, Iridescente…; improvvisazioni con o senza utilizzo di elettronica e la voce recitante l’intero testo. Tutti questi intermezzi, benché perlopiù dotati di una precisa struttura compositiva, sono stati comunque scritti in breve tempo, spesso seguendo ispirazioni anche estemporanee. Il compito degli intermezzi è di connettere tra loro le tematiche dei brani contigui, preludendo sovente contenuti del brano a seguire, e magari pure rivisitando sentimenti già vissuti nel brano precedente.

La speranza finale è che i fruitori di tale lavoro possano forse riconoscersi interiormente in un simile percorso, condividendo emozioni e complessità vissute sulla propria pelle e nel proprio cuore; ma con sguardo più profondo, il fine ultimo del concept è di ridare importanza all’amore poetico nel mondo odierno, schiavo della civiltà consumistica e sempre più teatro di rapporti umani spesso destinati alla rovina perché non sinceri e facilmente manipolabili, pronti a vacillare ai primi condizionamenti esterni: certo l’Arte può avvicinarci alla coscienza dell’Amore nella misura in cui ci permette di vivere profondamente e non con superficialità le nostre emozioni, senza farci trascurare le intime complessità di cui sono composte.

 

PERSONNEL

Sonia Visentin  soprano
Matilde Secchi  mezzosoprano
Sergio Scarlatella  voce recitante
Stefano Bertotti  clarinetto
Antonio Bianchi  percussioni
Gianluca Lo Presti  basso elettrico
Silvia Mandolini  violino
Alessandro Fattori  violino
Caterina Caminati  viola
Simone Montanari  violoncello
Saverio Tesolato   pianoforte, elettronica, voci, poesie e composizione


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