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- Intangibili barriere… for spoken voice, filtered electric bass and electronics
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Seele im Spielkartenschloss for cello and piano
- Dondolante luna mia… for soprano and mezzosoprano
- È un sofferto pulsare… for cello and piano
- Toujours toi dans mes rêves… for spoken voice, filtered vocals and electronics
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Avvolgenti già rami… for violin, cello and electronic sounds
- Iridescente… for mezzosoprano and piano
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Fruscii di sognata libertà… for clarinet, percussion and electronic sounds
- Bella e delicata… for soprano and mezzosoprano
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Sussurro melodioso… for cello and whispers
- Fiammeggianti folate… for mezzosoprano and spoken voice
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Sinfonia eterea e quieta… for soprano and string quartet
- Soave candido usignolo… for soprano and mezzosoprano
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Nella pullulante atmosfera… for soprano, cello and piano
- Da persistente cascata… for spoken voice, piano and recorded piano
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Phalène d'onyx
Questo
nuovo progetto si configura come la rappresentazione di un percorso
interiore di un’anima che, a partire da una condizione di sofferta
chiusura e non-accettazione dell’altro-da-sé, e quindi in generale del
mondo circostante, arriva a vivere l’esperienza dell’amore come
salvezza, ottenibile anche e soprattutto nella ritrovata capacità di
donarsi davvero all’altro. Questo percorso viene qui tracciato - a
guisa di un labirinto il cui filo d’Arianna è presente come
trama più o meno celata al loro interno - da quindici poesie, scelte
tra un gran numero di componimenti prodotti pressoché tutti in un arco
di tempo di meno di due anni. Tale scelta è stata condotta anzitutto in
modo da mantenere un ideale ordine che, quando non strettamente
cronologico, tendesse essenzialmente a preservare una continuità di
idee e sentimenti, capace di offrire una lettura quasi sequenziale, e,
in un certo senso, teatrale del lavoro. Ma soprattutto la selezione
degli scritti davvero adatti a tale struttura - la quale, in una forma
squisitamente simmetrica, si compone di sette composizioni musicali
definite come tali, inframmezzate in alternanza da otto brevi
intermezzi (intro e outro compresi) - è stata compiuta ricercando con
accuratezza nelle poesie le necessarie immagini e suggestioni sonore,
in grado di preparare l’autore, spesso dopo una dettagliata analisi
testuale, ad elaborare ogni volta nuove idee compositive, tutte
comunque conformi all’obiettivo primario di trasporre il testo in
musica: ecco allora che in taluni casi si è operato in maniera più
libera e meno strutturalmente ancorata alle parole, laddove per altri
brani si è proceduto avviluppando letteralmente il testo sui suoni, in
termini rigidamente verbali quando non addirittura fonetici, generando
al bisogno frasi musicali nelle quali sono gli strumenti a parlare, a
recitare (non per nulla sono definite frasi!). È il caso quest’ultimo del brano Fruscii di sognata libertà…, che non a caso occupa il centro dell’impianto del concept,
dove le percussioni e il clarinetto si suddividono i fonemi
(rispettivamente tra consonantici e vocalici), in un’ideale alternata
recitazione di parole dense di potente musicalità, specie in termini
percussivi.
Ritornando alla successione dei brani, dopo l’iniziale Seele im Spielkartenschloss (Anima
nel castello di carte), dove con libera ispirazione si è cercato di
rappresentare musicalmente l’immagine onirica - già mostrata
nell’introduzione - degli stati di allucinata sofferenza vissuti dentro
il “castello di carte”, in un gioco invero perverso nel quale le
emozioni sono inevitabilmente soggette a massicci vincoli d’ipocrisia e
acredine, s’avverte il battito del cuore, ancor faticoso in È un sofferto pulsare…, pronti ormai a concedersi all’avvenuta nascita di un sentimento che apra alla nuova vita; segue Avvolgenti già rami…,
limpida testimonianza di un raggiunto stato già estatico nel quale
vivere una vera e propria fusione d’animi, accompagnata da una accesa
passionalità; dell’episodio di Fruscii di sognata libertà… si
è già riferito a proposito dell’idea compositiva del brano, pronto ad
evocare suggestioni marine e non solo, più compiutamente infatti, esso
idealizza un connubio totalizzante tra Amore e Natura; il Sussurro melodioso…
in un’atmosfera assai intima svela la sua peculiarità simbolica, fatta
di delicate allusioni all’amata e baudelairiane corrispondenze nelle
quali ogni emozione, ogni visione può essere vissuta come musica; in Sinfonia eterea e quieta…
ci si è trovati di fronte al caso, quanto mai curioso, in cui l’analisi
testuale ha rivelato inconsci ed a prima vista imprevedibili
riferimenti al Paradiso della dantesca Commedia, in
particolare alla celebre “armonia delle sfere”, già ripresa dalle
teorie pitagoriche - ma confermata pure da Platone e, più tardi, anche
da Cicerone, il quale valutava la possibilità di udire tale impasto
sonoro in uno stato onirico - e che ha perciò condotto l’autore a dare
vita ad una propria “circulata melodia” grazie ad opportuni moti sui
suoni armonici dei quattro archi; in conclusione, Nella pullulante atmosfera…, brano summa
dell’intero lavoro, vive sulle molteplici raffigurazioni della
sinestesia come sorta di “reazione chimica”, fusione di più parole, o
segni diversi per realizzare in musica un oggetto nuovo. Alla
realizzazione di tale obiettivo concorre in maniera determinante la
voce, vero e proprio “enzima” di tale reazione, capace di ricreare i
“suoni giocondi dello spirito” mediante abili variazioni vocaliche
ottenute modulando i classici fonemi della lingua italiana, arrivando
fino a distorcerli sconfinando in suoni sì presenti in altre lingue, ma
qui riprodotti con una vocalità lirica unica, in termini della
variazione continua della frequenza sonora nel tempo, e tale quindi da
renderli a tutti gli effetti altri.
Per
quanto concerne gli intermezzi, ve ne sono sostanzialmente tre
differenti tipologie: duo soprano-mezzosoprano, nei quali, anche qui
con sempre diversi criteri compositivi, il testo è stato smembrato tra
le due voci, nella continua alternanza di contrappuntistici intrecci
timbricamente quasi antipodali (come variante di tale struttura
l’intermezzo Fiammeggianti folate… presenta la voce recitata al posto del soprano); una breve estemporanea composizione per mezzosoprano e pianoforte, Iridescente…;
improvvisazioni con o senza utilizzo di elettronica e la voce recitante
l’intero testo. Tutti questi intermezzi, benché perlopiù dotati di una
precisa struttura compositiva, sono stati comunque scritti in breve
tempo, spesso seguendo ispirazioni anche estemporanee. Il compito degli
intermezzi è di connettere tra loro le tematiche dei brani contigui,
preludendo sovente contenuti del brano a seguire, e magari pure
rivisitando sentimenti già vissuti nel brano precedente.
La
speranza finale è che i fruitori di tale lavoro possano forse
riconoscersi interiormente in un simile percorso, condividendo emozioni
e complessità vissute sulla propria pelle e nel proprio cuore; ma con
sguardo più profondo, il fine ultimo del concept è di ridare
importanza all’amore poetico nel mondo odierno, schiavo della civiltà
consumistica e sempre più teatro di rapporti umani spesso destinati
alla rovina perché non sinceri e facilmente manipolabili, pronti a
vacillare ai primi condizionamenti esterni: certo l’Arte può
avvicinarci alla coscienza dell’Amore nella misura in cui ci permette
di vivere profondamente e non con superficialità le nostre emozioni,
senza farci trascurare le intime complessità di cui sono composte.
PERSONNEL
Sonia Visentin soprano
Matilde Secchi mezzosoprano
Sergio Scarlatella voce recitante
Stefano Bertotti clarinetto
Antonio Bianchi percussioni
Gianluca Lo Presti basso elettrico
Silvia Mandolini violino
Alessandro Fattori violino
Caterina Caminati viola
Simone Montanari violoncello
Saverio Tesolato pianoforte, elettronica, voci, poesie e composizione |
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