MATERIALI MUSICALI presenta:

STURM

BAND: AUTUNNA ET SA ROSE feat. STEVEN BROWN

TITLE: STURM

CATALOGUE NO.: MM02

LABEL: MATERIALI MUSICALI

DISTRIBUTORS: E.N.D.E., AUDIOGLOBE

TIME: 65’13”

Terzo atto dell’avventura di A&SR, questo nuovo lavoro si presenta decisamente più variegato e ardito dei due precedenti, strutturato com’è in un’architettura fitta di rimandi filosofici e storici al periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento, oltre che strettamente connesso a tematiche scientifiche cosmologiche, sulla scia delle intuizioni artistiche del compianto pittore ed architetto austriaco Hundertwasser. Dall’esperimento “geometrico-musicale” di Leben-Tod, cover degli sloveni Laibach, e presente come ghost-track alla fine del lavoro, integrata da quella Spiralemusik che rappresenta il primo e unico caso di interpretazione sonora della costruzione a spirale tridimensionale (figura chiave della pittura e, in generale, del credo ecologista del già citato genio austriaco), prende infatti forma questo progetto di teatromusica, inteso come un’opera teatrale nella quale risulta preponderante il ruolo delle composizioni musicali che s’alternano alle scene permettendo così di narrare in una forma significativa la storia di Sturm, giovane dall’ancestrale indole romantica e turbinosa e testimone di quella magica ondata culturale ed artistica che caratterizzò la Felix Austria a cavallo tra gli ultimi due secoli. Il suo nome è altresì collegato a quello della rivista artistica berlinese Der Sturm, per la quale il grande Oskar Kokoschka preparò una celebre copertina-autoritratto in cui si raffigura con il capo rasato come un ergastolano (un gesto di protesta contro la società degli "adulti arrivati") e l'indice conficcato nella ferita sul costato, gli occhi circondati da occhiaie che sembrano cicatrici e la bocca distorta in una smorfia grottesca. Il personaggio Sturm quindi, come già Kokoschka nel suo dipinto, presenta se stesso come il profeta e martire che espia le colpe di una società ottusa, la quale preferisce nascondersi dietro alla maschera dell'apparenza ad ogni costo, esattamente, in un parallelo non forzato, come è la società di quest’inizio di terzo millennio.

Sturm in tedesco significa tempesta, ed è il nome del protagonista, nato in Austria da famiglia di origine slovena e presto formatosi culturalmente nella Francia del Simbolismo e dell’Impressionismo che l’hanno fin dalla giovane età fortemente affascinato. Giovane dall’ancestrale indole romantica e turbinosa, erede storico di una tradizione mitteleuropea che l’ha formato, latore di quella magica ondata culturale ed artistica che caratterizzò la Felix Austria a cavallo tra gli ultimi due secoli, la sua figura, anche in termini fisiognomici, è infatti vicina a quella della celebre copertina-autoritratto che il grande pittore austriaco Oskar Kokoschka (1886-1980) preparò per la rivista artistica berlinese Der Sturm, in cui egli si raffigura con il capo rasato come un ergastolano (un gesto di protesta contro la società degli "adulti arrivati") e l'indice conficcato nella ferita sul costato, gli occhi circondati da occhiaie che sembrano cicatrici e la bocca distorta in una smorfia grottesca. Il personaggio Sturm quindi, come già Kokoschka nel suo dipinto, presenta se stesso come il profeta e martire che espia le colpe di una società ottusa, la quale preferisce nascondersi dietro alla maschera dell'apparenza ad ogni costo, e rappresenta appunto il simbolo dell’impulso di rivolta interiore contro il culto imperante dell’apparenza nell’ottusa società di quest’inizio di terzo millennio, raffrontata direttamente alla società mitteleuropea di cent’anni fa. Non per nulla la sua collocazione storica è volutamente non precisata, nonostante si richiamino spesso e volentieri citazioni culturali e letterarie del periodo a cavallo tra i due secoli passati.

La storia in breve vede Sturm inizialmente prendere coscienza del proprio distacco dal mondo ipocrita che lo ha spesso emarginato, andando alla ricerca di un rapporto di complicità con l’Arte, e trovando in questa maniera l’Amore per una figura femminile, Lybra, personaggio dominato dalle paure (il cui nome è legato alla costellazione della Bilancia, segno lunare ed incostante, in accordo con “libera”) ed insicuro per quanto sensibile, la quale fatica a riconoscere il sentimento che anch’essa prova per lui (Je voudrais être le tonnerre). Sturm tuttavia non fugge da questo mondo a lui ostile, si scontra decisamente con esso. Arte ed Amore sono infatti due facce di una stessa medaglia, quella raffigurante il volto dell’umanità d'animo ormai smarrita. Dopo la danza naif “a trottola” di Caresses aux cœurs, Lybra è vista come latrice di purezza, più tardi viene anche raffigurata dalla genziana, fiore alpino raro e rigoglioso, le cui profondità della corolla appaiono inesplorate e misteriose: ma ad un certo punto dell’opera la genziana diventa “rattrappita” (Gentiane percluse) e perde così la sua forza interiore, cosa che fa precipitare Sturm in una crisi d’identità ma soprattutto in una perdita di stabilità emotiva, in uno stato di totale spaesamento, costringendolo ora a vivere come se in ogni luogo per lui improvvisamente non esistesse più casa (Das Unheimliche).

In effetti, nonostante il forte trasporto sentimentale ed emotivo tra i due, il loro amore è destinato al fallimento, Sturm vive l’abbandono di Lybra (Some Guys, cover riarrangiata del brano dei Tuxedomoon non a caso presente nella colonna sonora del celebre film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders (1987)), dopo il quale è costantemente assalito da sogni paranoici che minano fortemente il suo equilibrio mentale: in tale stato parla con la propria coscienza, la quale gli chiede se il suono del treno che egli sente corrergli addosso rappresenta in verità un segno di un suo prossimo marcato desiderio di suicidio. Quel treno che presto ritornerà – e sarà devastante - nel sogno, è ora percepito da Sturm come reazione alla negatività del momento, come il suono del cuore che batte ora con fredda meccanicità, ormai cancellata da sé ogni traccia di amore, e che rischia così di subire un vero e proprio cortocircuito, cosa che fa scoppiare in lui una grave crisi di nervi. Con Vlak k smrti (Il treno verso la morte) il protagonista arriva alla dissociazione pura, condizione che coinvolge i cinque sensi alterandoli fortemente: in relazione a questo sconvolgimento innaturale di udito e vista, Sturm ricorda alcuni versi de Il folle e la Morte, un lavoro teatrale di Hugo von Hofmannsthal (1874-1929) che gli sta molto a cuore in cui il protagonista, dopo avere rimpianto la fragilità della propria esistenza, incontra alla fine un personaggio chiamato Morte che gli parla e gli mostra la via. Nel caso di Sturm l’incontro con il signor Morte si tramuta però in un’esperienza onirica devastante, durante la quale egli sogna di essere in viaggio su un treno che nessun passeggero sa dove conduce e che, istante dopo istante, accelera sempre più...

In Der beklemmende Atemzug, der mich im Traum plötzlich übergefallen hat (Il respiro opprimente che mi ha improvvisamente assalito – con piacere - nel sonno), Sturm si risveglia violentemente dall’incubo che l’ha condotto a stati alterati della coscienza capaci di lasciare un lucido effetto sul fisico, accelerando il suo respiro ed il battito cardiaco. Tuttavia, paradossalmente, proprio il sonno pare essere il suo rifugio naturale: grazie all’intervento del Doktor F (Freud? Faust?...) Sturm prova infatti l’esaltante esperienza dell’ipnosi (Vergänglichkeit), in grado di offrirgli una realtà parallela, d’altro canto così simile nelle sue fattezze a quella che già si è trovato a vivere, che egli non vi trova alcuna differenza, anzi è in grado di stabilire piene connessioni tra questi due stati della coscienza: lo scenario di Floculation hypnogène è splendidamente ambizioso, giacché rappresenta il momento in cui Sturm s’abbandona a pratiche ipnotiche con l’intento di crearsi un nuovo mondo visionario in cui sogno e realtà trovano la loro naturale fusione. In questo alterato stato della coscienza grazie al quale egli arriva a stabilire una sorta di tramite con la morte, che sente appunto di “vivere” ogni notte nel “sistema-sogno”, sempre in grado però di “tornare indietro” subito dopo, egli comunica con alcune vestali, pronte a proteggerlo permettendogli di far coesistere questo suo stato onirico con la vita materiale. Ovviamente i due suddetti stati si alternano in lui, tanto che egli non riconosce più reali barriere tra vita e sogno: per Sturm il sogno è un “morire stanotte per la seconda volta”, (ricordando una frase di Antonin Artaud (1896-1948), secondo il quale “Le rêve est vrai, tous les rêves sont vrais”), morte e rinascita ricorrente. In tal modo egli giunge a superare le sue ansie connesse alla caducità dell’esistenza, sentendo anche di potere finalmente trascendere le barriere tra vita terrena e vita interiore, compiendo infine una sorta di sintesi spirituale tra vita e morte.

Questo suo percorso interiore sfocia di fatto nel finale in un estremo e sublimatorio ricongiungimento con la Natura, a contatto con le forze prime dell’Universo: questo traguardo ultimo, più che permettere all’uomo un rapporto con forze sovrannaturali, gli ribadisce il valore di una vera comunicazione con le forze del Cosmo, in una ricerca di Armonia superiore che nella sua sostanza non ha nulla di ultramateriale.

Nella scena conclusiva dell’opera, infatti, fitta di simbologie numerologiche dai significati anche magici dei numeri 5 (il di lettere del nome Sturm - e anche di Lybra) e 12 (il numero dei quadri in cui l’opera è suddivisa), Sturm è raggiunto da un angelo pronto a condurlo verso un viaggio galattico (Spirales cosmiques) durante il quale Sturm sarà risucchiato all’interno di un buco nero, luogo immensamente profondo nel quale è concentrata un’enorme massa (cioè, per la famosa legge relativistica di Einstein, E=mc2 una grandissima energia). Secondo le leggi della relatività generale, mentre Sturm si fonde in un tempo istantaneo con questa sorgente di energia primitiva dell’universo, fuori dal buco, sulla terra, se vogliamo, lo vediamo invece rimanere per l’eternità sul cosiddetto “limite statico” del buco, sul suo bordo, in un divenire “al di là del tempo”, cioè in tal senso cosmico. Credo che questo mio interesse per la cosmologia sia legato all’esigenza primaria vitale di cercare un senso dell’esistenza dell’uomo, il quale non esiste in quanto essere isolato, bensì come elemento di un Tutto in evoluzione continua e imperitura. Per potere vivere in armonia con questo Tutto, l’uomo deve ritrovare il rispetto verso ogni sua piccola componente, da cui nasce l’importanza di un sentimento ecologista: per questa ragione sarò sempre riconoscente al grande pittore-architetto Friedensreich Hundertwasser (1923-2000), il quale con le sue spirali, forme geometriche capaci di racchiudere simbolicamente in sé la dualità Vita-Morte, ha cercato di farci capire come solo grazie ad un buon rapporto con la natura siamo in grado anche di comunicare con i nostri avi, perché sono proprio le loro anime sepolte in terra che sono capaci di dare vita e vigore ai fiori e agli alberi, questi ultimi veri e propri “doppi” degli uomini, secondo il genio austriaco.

 

I brani qui elencati di seguito rappresentano le parti musicali legate alle varie scene dell’opera; prima di alcuni brani saranno introdotti brevi interventi recitati, accompagnati da alcuni spunti improvvisativi, destinati ad introdurre particolari momenti dell’opera ed atti a richiamare la particolare situazione di scena.

 

1.       Ouverture

2.       Je voudrais être le tonnerre

3.       Caresses aux cœurs

Intermezzo # 1. (Romantique sera la mort...)

4.       Gentiane percluse (Stopped at bar 8)

5.       Gentiane percluse (Restarted)

6.       Das Unheimliche

Intermezzo # 2. (intrecci vocali con frasi da Some Guys)

7.       Some Guys

8.       Vlak k smrti

Intermezzo # 3. (Eine Atembeklemmung drückt auf mich...)

9.       Der beklemmende Atemzug, der mich im Traum plötzlich übergefallen hat

10.    Vergänglichkeit

11.    Floculation hypnogène

Intermezzo # 4. (Spirales cosmiques...)

12.    Spirales cosmiques

 

Il CD è arricchito dalla preziosa collaborazione di vari musicisti - i bravissimi Simone Montanari al violoncello e Gianluigi Cavallari al violino, l’ariosa voce di Evelina Bosi e il sostanzioso contributo delle chitarre noisy di Gianluca Lo Presti, già impegnato nel progetto Sun & Rain con Blaine L. Reininger e soprattutto dalla partecipazione straordinaria del carismatico leader storico dei Tuxedomoon, Steven Brown ai sax soprano e contralto ed al clarinetto, oltre che alla voce, superbamente utilizzata nientemeno che in una nuova cover-version, orchestralmente riarrangiata anch’essa, di Some Guys, brano che il celebre gruppo statunitense ebbe la fortuna di vedere inserito nella colonna sonora de Il cielo sopra Berlino, mitico capolavoro di Wim Wenders del 1987. Ancora una volta la confezione grafica è ricercata, sia sul piano estetico, sia soprattutto su quello squisitamente simbolico, dall’essenziale ma fortemente espressivo dipinto di copertina, fino alle soffuse immagini del booklet interno, rievocanti i periodi magici della Vienna che fu e capaci al contempo di fondersi idealmente con le note per rendere la malinconia, le angosce interiori e il senso di abbandono finale del protagonista. Inoltre è inserita nel CD una traccia ROM dalla quale è possibile accedere alle varie fonti culturali connesse al progetto.

Sturm rappresenta la sintesi tra la materia individuale dei personaggi di Sous la robe bleue ed il tema universale di Né l’être… éternel, nella misura in cui il protagonista viene mosso dall'istintualità e dalla rabbia personali fino a sciogliersi, in un processo di pura sublimazione dello spirito, con la sostanza prima dell'Universo... Alla costante ricerca della pura Bellezza, ricongiungendo il proprio Spirito con le supreme forze della Natura nell’ideale dell’Amore Cosmico.

STURM STORY doc file 55K

booklet text doc file 50K

 

Also available from AUTUNNA ET SA ROSE: Sous la robe bleue CD Aut001

Né l’être… éternel CD RL15200